La storia del Consorzio Agrario di Cremona

Verso la fine del 1800 l'agricoltura italiana cominciò a subire una radicale trasformazione.

Il settore primario passò da un’agricoltura di sussistenza all’abbondanza di derrate alimentari, da un lavoro compiuto quasi esclusivamente da braccia umane e da animali, ad un lavoro quasi interamente eseguito dalle macchine con il contributo dell’automazione.

Si passò da un'economia agricola isolata, fondata sulla presenza di tante piccole aziende che limitavano la produzione al consumo familiare, ad un'agricoltura di tipo più progredito, basata sull'attività di produzione e vendita dei prodotti sul mercato.

Questo importante cambiamento mise gli agricoltori nella situazione di dover far fronte individualmente all'approvvigionamento delle materie prime di cui necessitavano per la produzione, lasciandoli indifesi nei confronti dei venditori di concimi e di sementi, i quali non erano disposti a concedere garanzie di alcun tipo.

Si venne, dunque, delineando la necessità della presenza di organizzazioni consortili che tutelassero gli interessi degli agricoltori, curando l'attività di acquisto in comune di concimi e di altri prodotti, difendendoli da facili speculazioni e procurando loro i mezzi finanziari necessari alla produzione.

E' in questo contesto storico-sociale che, il 31 ottobre 1896, un gruppo di 47 lungimiranti agricoltori cremonesi, guidati dal professor Antonio Sansone, titolare della Cattedra Ambulante di Agricoltura, studioso dei problemi agricoli e promulgatore di forme più estese di cooperazione, costituì la "Società Cooperativa di Consumo fra gli Agricoltori della Provincia di Cremona" con lo scopo di migliorare l'agricoltura, di portare benessere alle classi sociali, acquistando e distribuendo ai soci tutte le merci, i prodotti e gli attrezzi necessari, e di fungere da intermediario per le vendite agricole e dei soci.

Da questo momento in avanti il Consorzio Agrario Provinciale di Cremona (C.A.P.) iniziò a rappresentare un punto di riferimento per il mondo agricolo cremonese, facendo sentire la propria influenza come moderatore dei prezzi, combattendo la speculazione, agevolando la distribuzione, la raccolta e la vendita delle merci e, infine, facilitando il contatto con gli agricoltori.

Ed è proprio da questo periodo storico che la tradizione agricola della provincia cremonese e la storia del Consorzio Agrario di Cremona si intrecciano.

Il 15 giugno 1925, dopo quasi trent'anni di attività e di continua espansione, l'azienda venne iscritta per la prima volta nel registro delle ditte della Camera di Commercio di Cremona.

Fra le prime, più importanti attività del Consorzio ricordiamo: la fornitura di concimi, nonché la promozione e la diffusione delle tecniche di concimazione; l'addestramento al corretto uso delle sementi, per le quali vengono avviati i primi impianti di selezione con contratti di moltiplicazione presso i soci; la tendenza alla ricerca che induce l'azienda alla costruzione del primo laboratorio di analisi, allorquando intere province ne erano completamente sprovviste.

Sebbene tutte queste attività rivestissero un ruolo di primaria importanza, le intuizioni più fortunate del Consorzio Agrario riguardarono, e riguardano tuttora, il campo della zootecnica.

Prendendo esempio dalle zootecnie più evolute, non solo in Europa, ma altresì da quelle d'oltre Oceano (USA e CANADA innanzitutto), l'azienda comprese che l'alimentazione era il primo degli oneri dell'allevamento e la chiave per il suo successo.

Il C.A.P. decise, pertanto, di concentrare i maggiori sforzi finanziari e di ricerca nell'attività di fabbricazione e vendita dei mangimi; nel 1928 produsse, primo in Italia, un mangime su base industriale destinato prevalentemente alle vacche da latte, chiamandolo "Lattogeno" e brevettandone il nome.

Nonostante il grande successo riscontrato dal nuovo mangime, il periodo tra le due guerre fu molto difficile per il Consorzio.

A conclusione della seconda guerra mondiale, il C.A.P. di Cremona ricominciò a farsi promotore di iniziative divulgative e di interventi in campo tecnologico, con la costruzione di nuovi stabilimenti in sostituzione di strutture obsolete.

La sensibilità verso le nuove tecnologie e la loro costante ed immediata applicazione nel settore agro-zootecnico, ha determinato la straordinaria espansione del Consorzio, che ha raggiunto il suo culmine nella pianificazione, a metà degli anni ottanta, di un polo industriale, sito in un'area di 72.000 metri quadrati di fronte al canale navigabile di Cremona, dotato di tutte le più moderne attrezzature, realizzate secondo i più innovativi criteri.

La costruzione di questa struttura all'avanguardia, avviata progressivamente dai primi anni '90, ha permesso all'azienda di raggiungere, nella fabbricazione dei mangimi, livelli di eccellenza tali da farle ottenere, nel 1995, primo mangimificio in Italia, la certificazione ISO 9002.

Il 29/04/2000 a seguito delle variazioni statutarie imposte dalla legge sui Consorzi Agrari, la cooperativa acquisisce la nuova denominazione: "Consorzio Agrario di Cremona".

Attualmente le attività aziendali sono articolate in numerosi rami di produzione industriale, integrati con la commercializzazione di innumerevoli prodotti e servizi fondamentali e/o complementari all'agricoltura, gestiti territorialmente in esclusiva dal Consorzio.

Più in dettaglio evidenziamo la produzione e la vendita di mangimi semplici e composti, la vendita di concimi e fitofarmaci, di sementi, di macchine ed attrezzature agricole ed infine la vendita di carbolubrificanti agevolati, oltre a offrirsi come agente assicurativo della società F.A.T.A. Assicurazioni.